Il consorzio europeo per i beni digitali comuni: più paesi, un direttore e i primi progetti
Il Digital Commons EDIC per infrastrutture digitali europee aperte e condivise prende slancio. Serafino Sorrenti vicepresidente
Roma, 2 aprile 2026. Il consorzio per un’infrastruttura digitale europea sui beni digitali comuni (Digital Commons EDIC - European Digital Infrastructure Consortium) prende slancio con l’adesione di nuovi Stati membri, la nomina di un direttore e l’avvio dei primi progetti, tra cui un quello pilota per un Fondo europeo per le tecnologie sovrane. L'obiettivo è sostenere gli Stati membri nello sviluppo di infrastrutture digitali aperte e nel rafforzamento della sovranità digitale europea.
EDIC rientra nel programma del Decennio digitale dell’Unione europea e promuove la cooperazione tra Stati membri nello sviluppo di progetti digitali congiunti, con l’obiettivo di rafforzare la sovranità digitale europea: in particolare, sui beni comuni digitali, sul software open source e sulle infrastrutture digitali condivise. Il consorzio opera come catalizzatore per sviluppatori, organismi pubblici e comunità open source, facilitando l’accesso ai finanziamenti e l’avvio di nuovi progetti. Tra le iniziative, a titolo d’esempio, un ambiente di lavoro digitale a livello europeo.
Nuove adesioni: cresce la partecipazione a EDIC
Il consorzio è stato istituito nell’ottobre 2025 con decisione della Commissione europea, su iniziativa di cinque Stati membri: Francia, Germania, Paesi Bassi, Italia e Lussemburgo. Hanno successivamente aderito in qualità di osservatori Slovenia, Polonia, Ungheria, Danimarca, Austria, Finlandia e la regione belga delle Fiandre, portando il numero dei partecipanti a dodici. Il consorzio è aperto a tutti gli Stati membri e ha sede a Parigi.
La nomina del nuovo direttore
Laurent Rojey, attualmente vicedirettore generale per gli affari digitali presso l’Agenzia nazionale francese per la coesione territoriale (ANCT), assumerà la funzione di direttore del consorzio EDIC a decorrere dal 1º aprile 2026.
In questa veste guiderà la fase di avvio, costituendo il gruppo di lavoro, definendo il primo programma di lavoro e favorendo il coordinamento tra Stati membri, imprese e comunità open source. La nomina è stata approvata all’unanimità dall’assemblea dei membri dei Paesi fondatori.
Con quasi 25 anni di esperienza nel settore digitale, Rojey ha maturato una solida esperienza nella collaborazione e nella creazione di organizzazioni a livello europeo, partecipando a progetti tecnologici internazionali e promuovendo lo sviluppo dell’ecosistema dell’open source e dell’innovazione in Francia. Presso l’ANCT ha avviato un programma per lo sviluppo di soluzioni digitali per i comuni, oggi utilizzate da circa 27.000 amministrazioni locali.
Presidente dell’assemblea dei membri è Art de Blaauw, Chief Information Officer del governo centrale dei Paesi Bassi. Due i vicepresidenti: l’italiano Serafino Sorrenti, capo segreteria tecnica del Sottosegretario all'innovazione Alessio Butti, e la tedesca Luise Hölscher, segretaria di Stato presso il Ministero federale della digitalizzazione e della modernizzazione dello Stato (BMDS).
Al via i primi progetti su open source e tecnologie sovrane
Il consorzio avvia le prime iniziative concrete. Tra queste, una sfida “100 Day Challenge” per sviluppare componenti open source sovrani e interoperabili, e un progetto pilota per un Fondo europeo per le tecnologie sovrane (EU-STF), sviluppato in collaborazione con la Sovereign Tech Agency tedesca, con l’obiettivo di estendere il modello tedesco in Europa per rafforzare le infrastrutture digitali aperte critiche. La Sovereign Tech Agency metterà a disposizione le sue competenze per la fase pilota, potendo contare sulla sua dimensione operativa e strategica, la sua ampia rete internazionale e la sua capacità attuativa immediata.
Ulteriori dettagli sulle attività del DC EDIC saranno comunicati prossimamente.
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