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Ridurre le disuguaglianze, una sfida globale

Il videomessaggio del Ministro Colao in occasione del Dibattito di alto livello sulla cooperazione digitale e la connettività, presso l’Assemblea Generale ONU

Data 27 aprile 2021
Tempo di lettura
2 minuti

Signore e Signori,

La trasformazione digitale avanza speditamente a livello globale. Nel 2019 soltanto, il 64% dei cittadini europei ha utilizzato un servizio pubblico digitale online almeno una volta. Il tasso di crescita e la distribuzione geografica della trasformazione digitale sono state, tuttavia, diseguali. Nel 2018, appena il 20% delle imprese nei Paesi OCSE ha beneficiato di una connessione a banda larga. Divari digitali separano i cittadini sia dal punto di vista delle competenze nell’uso di internet, sia sul piano generazionale, oltre che, ovviamente, su quello geografico.

La crisi pandemica causata dal COVID-19 ha sollevato nuove preoccupazioni in merito alla possibilità che la trasformazione digitale possa contribuire ad accrescere i divari esistenti di produttività e reddito. Tra coloro che hanno subito le perdite reddituali più consistenti ci sono le donne, i giovani e i lavoratori non qualificati e atipici. L’UNCTAD stima che nel 2020 appena una persona su cinque tra coloro che vivono nelle economie meno sviluppate ha usato internet. Le connessioni di scarsa qualità hanno impedito a molti l’uso degli strumenti di videoconferenza e inciso negativamente sulla possibilità per gli studenti di accedere all’online learning.

Secondo l’UNESCO, anche nelle economie avanzate il 10% degli studenti ha avuto difficoltà di accesso all’educazione digitale.

Noi crediamo che la crisi pandemica possa trasformarsi in un’opportunità per noi: di accelerare la trasformazione digitale e favorire una società digitale inclusiva.

È una sfida di dimensioni sia locali che globali. A livello nazionale ovviamente le sfide possono variare. La strategia italiana ha l’obiettivo di eliminare i divari digitali attuali attraverso investimenti sulla connettività a banda larga, migliorando la digitalizzazione dei servizi pubblici e sviluppando competenze digitali più solide nei cittadini.

Per generare un impatto reale la trasformazione digitale avrà bisogno di sinergie transnazionali. L’EU Digital Compass indica ai governi della UE politiche e obiettivi comuni in tal senso. In linea con questi obiettivi, la Presidenza italiana del G20 si sta concentrando sulla cooperazione tra governi per migliorare l’inclusione sociale, oltre a promuovere la crescita economica attraverso le tecnologie digitali.

La comunità internazionale può beneficiare anche di alleanze multilaterali sull’ “identità digitale” – la possibilità cioè di fornire ai cittadini identità legali digitali, assicurando loro un accesso immediato ai servizi pubblici e privati, nel rispetto dei diritti individuali.

Nei paesi in via di sviluppo, l’identità digitale è un’opportunità per abbandonare l’uso di strumenti obsoleti e sviluppare tecnologie mobili che forniscano a tutti un’identificazione.

Per le economie avanzate, è l’occasione di avanzare nel dibattito sulla portabilità e sulla interoperabilità Infine,per i cittadini, è l’occasione di garantirne la piena partecipazione democratica e tutelarne i diritti.

Siamo convinti del fatto che un nostro impegno al dibattito corrente sullo sviluppo di approcci alla digitalizzazione incentrati sulle persone, ci consentirà di creare una società digitale prospera e inclusiva a livello globale

Vi ringrazio per la vostra attenzione e vi auguro un dibattito produttivo.

È il momento di compiere uno sforzo politico globale per ridurre il divario digitale in supporto alla risposta al COVID-19 e in conformità agli Obiettivi per lo Sviluppo Sostenibile.

Con questa premessa, oggi si è tenuto il Dibattito di alto livello ONU sulla Cooperazione digitale e la connettività presso l’Assemblea Generale delle Nazioni Unite (UNGA) a New York. Il Ministro dell’innovazione e della transizione digitale Vittorio Colao è intervenuto con un videomessaggio incentrato sul ruolo dei servizi pubblici digitali e della collaborazione transnazionale nel superamento delle disuguaglianze.

In particolare, il Ministro ha affermato che la crescita e la distribuzione geografica della trasformazione digitale sono ancora diseguali e ha espresso preoccupazione sul fatto che i cambiamenti digitali conseguenti alla crisi pandemica possano contribuire ad aumentare i divari esistenti di produttività e di reddito.

Tra i più colpiti dalla pandemia in questi termini, secondo il Ministro, vi sono donne e giovani, oltre a lavoratori non qualificati e atipici. I dati, infatti, mettono in luce il persistere di evidenti disuguaglianze a livello globale: l’UNCTAD stima che nel 2020 appena una persona su cinque tra coloro che vivono nelle economie meno sviluppate ha usato internet. Secondo l’UNESCO, anche nelle economie avanzate il 10% degli studenti ha avuto difficoltà di accesso all’educazione digitale.

È quindi chiaro come occorra far diventare questa crisi un’opportunità per accelerare la trasformazione digitale e favorire una società digitale inclusiva.

Crediamo che la crisi pandemica possa trasformarsi in un’opportunità per accelerare la trasformazione digitale e favorire una società digitale inclusiva

Vittorio Colao, il video intervento all'Assemblea Generale delle Nazioni Unite

Una sfida transnazionale: dal locale al globale

Queste considerazioni ci pongono di fronte a una sfida globale e locale allo stesso tempo: il Ministro Colao ha illustrato l’obiettivo della strategia italiana, che è quello di eliminare i divari digitali attuali attraverso investimenti nella connettività a banda larga, migliorando la digitalizzazione dei servizi pubblici e sviluppando le competenze digitali dei cittadini.

Sempre secondo il Ministro, per generare un impatto reale, la trasformazione digitale avrà bisogno di sinergie transnazionali. In linea con questi obiettivi, la Presidenza italiana del G20 si sta concentrando sulla cooperazione tra governi per migliorare l’inclusione sociale, oltre a promuovere la crescita economica attraverso le tecnologie digitali.

Palazzo della Nazioni Unite illuminato dagli Obiettivi per lo Sviluppo Sostenibile

Il ruolo dell’identità digitale

Per avere impatto, la trasformazione digitale dovrà essere alimentata da sinergie transnazionali

Un ambito dove la collaborazione multilaterale può portare benefici, ha sottolineato il Ministro, è quello dell’identità digitale. Nei paesi in via di sviluppo, l’identità digitale è un’opportunità per superare strumenti obsoleti e sviluppare tecnologie mobili che forniscano a tutti un’identificazione. Per le economie avanzate, è l’occasione di avanzare nel dibattito sulla portabilità e sulla interoperabilità.

Il Ministro ha concluso ribadendo l’importanza del dialogo e di sviluppare approcci alla digitalizzazione incentrati sulle persone, per creare una società digitale prospera e inclusiva a livello globale.