Il Digital Commons EDIC adotta una strategia comune per promuovere le soluzioni open source
Una strategia comune per il biennio 2026–2027, nuovi partner europei e un comitato consultivo di undici membri
Nel corso dell’Assemblea dei membri del 16 ottobre, il consorzio europeo per i beni comuni digitali ha adottato la Strategia di attuazione per il biennio 2026-2027, con l’obiettivo di promuovere l’adozione e garantire la manutenzione nel tempo degli strumenti open source. Ha inoltre approvato l’adesione della Polonia in qualità di Stato membro, accolto la Croazia e la Norvegia come osservatori e nominato il proprio comitato consultivo.
Le organizzazioni europee spesso affrontano sfide simili in materia di integrazione, approvvigionamento e manutenzione delle soluzioni digitali, ma le gestiscono separatamente. La strategia promuove la cooperazione tra Paesi, imprese e comunità open source, favorendo la condivisione delle conoscenze, riducendo le duplicazioni e facilitando la replicabilità delle implementazioni riuscite.
La strategia di attuazione
L’obiettivo è rendere le soluzioni open source affidabili per le attività quotidiane, facendo leva sui beni comuni digitali: software e standard aperti, sviluppati e governati congiuntamente da istituzioni pubbliche, imprese e comunità, affinché rimangano disponibili per essere utilizzati e adattati anche da altri soggetti.
La strategia è in linea con la Strategia dell’Unione europea per l’open source e collega l’adozione e la manutenzione a lungo termine di software open source al rafforzamento della sovranità digitale, della resilienza e della competitività europee.
Le attività sono orientate da tre priorità complementari:
Connessione. Facilitare l’accesso a competenze, partner e supporto necessari per pubbliche amministrazioni, imprese e comunità open source: un unico punto di accesso metterà in relazione le esigenze e le disponibilità a contribuire con le competenze disponibili e i servizi esistenti. Saranno inoltre fornite indicazioni operative per accompagnare le organizzazioni nei processi di approvvigionamento, migrazione e implementazione delle soluzioni digitali.
Attuazione. Facilitare l’implementazione su larga scala delle alternative open source, a partire dagli strumenti per la collaborazione documentale e la messaggistica, tra organizzazioni e Paesi. I partner promuoveranno 100 Day Challenge, iniziative di sviluppo mirate della durata di cento giorni, per superare gli ostacoli esistenti e realizzare miglioramenti riutilizzabili. Componenti condivisi, interfacce aperte e metodologie di implementazione testate contribuiranno a diversificare il mercato europeo, preservando la possibilità per gli utenti di cambiare strumenti o fornitori.
Manutenzione. Individuare le dipendenze critiche dal software open source e sostenerne sicurezza, manutenzione e continuità operativa. Nell’ambito del Digital Commons EDIC sarà avviato un progetto pilota per un Fondo europeo per le tecnologie sovrane, guidato dalla Sovereign Tech Agency tedesca, con l’obiettivo di finanziare la manutenzione di componenti open source essenziali e sperimentare un modello coordinato di investimento tra i Paesi partecipanti. I risultati del progetto orienteranno le future iniziative di sostegno a chi mantiene le infrastrutture digitali su cui poggiano i servizi pubblici e le imprese.
Un nuovo membro e due osservatori
L’Assemblea ha approvato l’adesione della Polonia in qualità di Stato membro a pieno titolo, con decorrenza dal 1º gennaio 2027. Il Digital Commons EDIC accoglie inoltre la Croazia e la Norvegia in qualità di nuovi osservatori.
Queste adesioni ampliano la cooperazione europea, creando ulteriori opportunità per mettere a sistema le esigenze nazionali, le competenze e le esperienze di implementazione delle soluzioni digitali.
I Paesi interessati a partecipare possono contattare il consorzio per approfondire le modalità di partecipazione previste dal suo Statuto.
Il comitato consultivo
L’Assemblea ha inoltre nominato il comitato consultivo del Digital Commons EDIC, composto da undici membri, con una selezione pubblica di esperti dei vari Paesi membri.
I suoi componenti apportano competenze in materia di progettazione e implementazione del software, sicurezza, comunità open source, manutenzione, diritto e governance, autonomia tecnologica, intelligenza artificiale open source, modalità di finanziamento e imprenditorialità. Ruoli, biografie e ulteriori informazioni sono disponibili nella pagina del sito dedicata al comitato.
Il comitato fornirà consulenza strategica e tecnica in materia di ostacoli all’adozione delle soluzioni open source, modelli di sostegno sostenibili e priorità per gli investimenti condivisi.
Il Digital Commons EDIC
Il Digital Commons EDIC è il consorzio per un’infrastruttura digitale europea sui beni digitali comuni (European Digital Infrastructure Consortium), che riunisce i Paesi per sviluppare, manutenere e diffondere su larga scala i beni digitali comuni.
Il consorzio promuove la cooperazione tra Stati membri, pubbliche amministrazioni, imprese e comunità open source per rafforzare la capacità dell’Europa di sviluppare, utilizzare e mantenere infrastrutture digitali aperte e condivise, contribuendo al rafforzamento della sovranità digitale europea.
I finanziamenti del programma Europa digitale dell’Unione europea sostengono le attività delle comunità, l’accesso alle competenze specialistiche, le 100 Day Challenge, le valutazioni delle dipendenze tecnologiche e il progetto pilota per il Fondo europeo per le tecnologie sovrane, guidato dalla Sovereign Tech Agency nell’ambito del consorzio.
I Paesi partecipanti e i partner possono contribuire mettendo a disposizione ulteriori competenze e risorse.
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