Intervista al Sottosegretario Alessio Butti a "La Provincia"

Il sottosegretario Alessio Butti sulle future infrastrutture digitali nei territori

Data 12 gennaio 2026
Fonte

La Provincia

Argomenti Infrastrutture digitaliIntelligenza artificialeInnovazione

Lo sviluppo digitale è in rapida accelerazione, trainato dagli strumenti di intelligenza artificiale, e cresce la necessità di data center, soprattutto in Lombardia, indicati anche a livello locale come uno degli asset sui quali investire. Alessio Butti, sottosegretario di Stato alla presidenza del Consiglio con delega all'Innovazione, interviene aindicare le linee guida dell'evoluzione in atto.

Qual è la strategia del Governo su questo fronte?

"Rendere l'Italia un Paese affidabile perle infrastrutture digitali critiche. È una linea che trova riscontro anche nelle scelte degli operatori globali: gli annunci di Amazon e Microsoft sulla creazione e l'espansione di data center e infrastrutture cloud in Italia, con investimenti da miliardi euro, confermano la bontà del nostro lavoro. Negli ultimi mesi si è lavorato per semplificare e rendere più prevedibili i procedimenti autorizzativi, perché senza tempi certi il capitale si orienta verso contesti normativi più chiari."

I data center sono infrastrutture critiche perla sovranità digitale del Paese. Ritiene che l'Italia sia pronta a competere con i principali hub europei?

"L'Italia ha alcuni vantaggi competitivi strutturali: posizione geografica nel Mediterraneo, capacità industriale e ingegneristica, domanda crescente di cloud e AI, e una filiera digitale che matura rapidamente. I numeri sugli investimenti attesi e sulla crescita del polo Milano-Lombardia confermano che siamo tra i migliori in Europa. In questa prospettiva, stiamo lavorando perché l'Europa si doti di una grande infrastruttura comune per la AI, ispirata al modello del Cern. Abbiamo le carte giuste per candidarci ad ospitarne una componente di rilievo."

Qual è il ruolo del Dipartimento per la trasformazione digitale nella pianificazionee nel coordinamento di questi investimenti?

"Il Dtd svolge un ruolo di stimolo, regia e coordinamento anche nella pianificazione degli investimenti in infrastrutture digitali strategiche e abilitanti come i data center, assicurando coerenza tra sviluppo tecnologico, sicurezza e interesse nazionale. Il Dipartimento lavora per creare un quadro di riferimento chiaro per gli operatori, facilitando il dialogo tra pubbliche amministrazioni centrali e territorio. Inoltre, gestisce una parte rilevante delle risorse del Pnrr sul digitale."

Esiste una mappatura nazionale delle aree più idonee ad ospitare data center o si procede ancora caso per caso?

Al contrario di quanto accadeva in passato, oggi l'obiettivo è ridurre la discrezionalità e costruire criteri sempre più omogenei. In questo percorso hanno un ruolo importante le linee guida nazionali sulle procedure di valutazione ambientale per i data center (elaborate dal Mase nel 2024). Sul piano regionale, strumenti come quelli sviluppati dalla Lombardia aiutano i comuni a gestire progetti complessi in modo più strutturato.

Dal punto di vista economico,quali benefici concreti possono portare i data center ai territori che li ospitano?

"Notevoli. Un data center può generare investimenti diretti significativi, legati ai cantieri e ai servizi, oltre aunindotto locale qualificato. L'impatto occupazionale riguarda le professionalità IT, ma anche ambiti come manutenzione e sicurezza. Questi insediamenti contribuiscono anche a migliorare le infrastrutture locali, ad esempio con adeguamenti della rete elettrica. Il valore deve tradursi in filiera, competenze ebenefici misurabili per il territorio, non solo in nuove volumetrie."

Che ruolo possono avere le fonti rinnovabili e l'autoproduzione energetica nei progetti futuri?

"Avranno un ruolo sempre più centrale nei progetti futuri di data center. Senza una strategia integrata tra energia e infrastrutture digitali, il rischio è creare competizione con altri consumi e colli di bottiglia sulla rete. A queste si affiancano soluzioni di accumulo e gestione intelligente dei carichi. Importante anche il riuso del calore."

La provincia di Como è stata indicata come territorio di possibile interesse per nuovi data centere in ambito quantum. Quali fattori la rendono attrattiva?

"E'attrattiva per il posizionamento strategico che ha assunto nel campo delle tecnologie quantistiche con l'annuncio della Q -Alliance avvenuto a ComoLake 2025. A questo si affianca la prossimità con il grande hub milanese-lombardo dei data center. La combinazione tra capacità di calcolo, data center e quantum è sempre più centrale nelle strategie industriali europee. E il territorio comasco può contare anche sull'eccellente lavoro di formazione e ricerca dell'Università dell'Insubria."

Ritiene che la provincia di Como sia pronta,dal punto di vista energetico e infrastrutturale?

"La risposta corretta è: dipende dal progetto. Oggi lavera selezione non la fa più solo la disponibilità di aree, ma la capacità elettrica e la rapidità di connessione. Quindi, ripeto, la valutazione va fatta progetto per progetto, ma la provincia di Como ha sicuramente la capacità di accoglierne anche di molto rilevanti. Bisognerà prestare anche attenzione al rispetto dei vincoli paesaggistici e ambientali."

Che ruolo possono giocare gli enti locali e la Regione Lombardia nella governance dei progetti?

"Un ruolo decisivo: territorio e infrastrutture devono stare nello stesso tavolo. La Lombardia, ad esempio, ha già messo a terra linee guida e sta costruendo un impianto per governare consumo di suolo ed energia, proprio perché è una delle aree più sollecitate."

È favorevole a meccanismi di compensazione territoriale per i comuni che ospitano grandi infrastrutture digitali?

"Sì, se sono intelligenti e finalizzati, non meni trasferimenti. La compensazione deve trasformarsi in investimenti localizzati come edifici pubblici, reti o servizi digitali, e programmi di occupazione e competenze. In altre parole, restituzione di valore coerente con l'impatto e con la strategia del territorio."

Guardando ai prossimi dieci anni, quale ruolo immagina per territori come la provincia di Como nella geografia digitale italiana?

"Stiamo sfruttando tutti le leve disponibili per accelerare lo sviluppo del territorio. A partire dalla legge nazionale per celebrare Volta, che ho fortemente voluto, alla digitalizzazione della pubblica amministrazione locale. Il centro quantistico legato alla Q -Alliance può essere un acceleratore decisivo, capace di attrarre ricerca e investimenti."

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