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#PAdigitale, i protagonisti: il Comune di Palermo

Una programmazione strategica per guidare una trasformazione digitale con progetti ambiziosi e lavoro di squadra.

  • Il percorso di digitalizzazione dei servizi: pagoPA, SPID, CIE e app IO;
  • Una maggiore consapevoleza dei diritti di cittadinanza digitali;
  • Una transizione che richiede un cambiamento culturale del personale della PA.
Data 04 febbraio 2021
Tempo di lettura
3 minuti

Il Comune di Palermo conta circa 700.000 abitanti, e con i pendolari della provincia supera il milione di cittadini. Un comune grande, con una popolazione considerevole, che da tempo ha deciso di investire nella digitalizzazione dei servizi pubblici.

Per farci raccontare tutto questo abbiamo parlato con Ciro Spataro, responsabile dell’unità organizzativa per la transizione al digitale del Comune di Palermo.

Il percorso portato avanti negli anni

Come spesso accade il percorso digitale è fatto di tanti piccoli passi, che nel tempo contribuiscono alla creazione di un quadro istituzionale nuovo.

Nel 2016 il Comune ha aderito alla Convenzione pagoPA e dal 2017 la Tassa dei rifiuti (Tari) si paga anche attraverso questa modalità. Sempre nello stesso anno il Comune è diventato intermediario tecnologico per i comuni della provincia che aderiscono a pagoPA. Nel 2018 aderisce alla piattaforma SPID e dal 2019 i cittadini possono entrare nel portale dei servizi online con l’identità digitale.

Nel 2019 iniziano anche le prime collaborazioni con il Team Trasformazione Digitale, ora confluito nel Dipartimento per la trasformazione digitale, per l’adesione all’app IO. Nello stesso anno Palermo è entrata nell’Anagrafe Nazionale Popolazione Residente e rilascia la carta d’identità elettronica. Dal 2020 il Comune espone su IO le notifiche di scadenza TARI e quelle per la scadenza del pass ZTL.

La società in house del Comune per i servizi informatici, SISPI SpA, da anni è impegnata tecnicamente nelle operazioni di transizione alla modalità digitale della gestione dei procedimenti amministrativi e dei servizi all’utenza. In particolare con un forte investimento economico, per il periodo 2018- 2022, per una informatizzazione totale dell’ente.

La reazione dei cittadini

All’inizio i cittadini non conoscevano l’adesione di Palermo a queste piattaforme nazionali abilitanti e di conseguenza l’uso di SPID per accedere ai servizi online o di pagoPA per pagare le multe o la Tari o l’imposta di soggiorno, non era una prassi consolidata.

A detta di Spataro però, molte cose sono cambiate nell’ultimo anno:

Il 2020, con il lockdown dei primi mesi dell’anno ha portato i cittadini a informarsi maggiormente sui diritti di cittadinanza digitale per poter fruire di servizi locali online. Anche per l’app IO la svolta è stata verso la fine del 2020, con il bonus vacanze e il cash back, argomenti che hanno indotto i cittadini ad esplorare tutti i servizi fruibili sull’app di Stato.

Per Spataro la reazione a livello locale, dai vari feedback ricevuti, è stata positiva, considerato che una considerevole percentuale di cittadini hanno uno smartphone connesso ad internet con cui poter fruire dei servizi locali. Questo ha portato il Comune a spingere per implementare ulteriori sviluppi. A breve su IO sarà completato l’onboarding del servizio per la notifica della scadenza della carta di identità e di servizi scolastici (pagamento retta asilo nido e mensa scolastica).

Un cambio culturale

L’Italia è fatta di tanti comuni, con esigenze e caratteristiche molto diverse. Tutti però sono accomunati dalla necessità di fornire ai propri cittadini servizi digitali semplici ed efficaci. Abbiamo quindi chiesto a Spataro quali fossero i suoi consigli per i colleghi che su tutto il territorio nazionale stanno affrontando le medesime sfide.

La prima parola chiave è collaborazione: “Una collaborazione interna tra le figure dirigenziali e del personale dipendente, trasversale a più uffici, che spesso lavorano a fasi diverse dello stesso procedimento amministrativo. Evitare i compartimenti stagni, perché oggi nell’era dei servizi digitali, la connessione non è soltanto di carattere tecnologico ma soprattutto di livello relazionale”.

E’ chiaro che la transizione al digitale è prima ancora che attuazione del Codice dell’amministrazione digitale un cambiamento culturale del personale della PA:

Abbiamo imparato che è importante convergere verso visioni comuni e verso modi semplici di gestire in digitale processi nell’espletamento delle attività istituzionali quotidiane.

#PAdigitale

Per condividere la propria storia di successo legata alla trasformazione digitale è possibile scrivere a comunicazione@innovazione.gov.it. Le storie, l’esperienza e i consigli degli enti che hanno già operato la transizione potranno aiutare altre amministrazioni nel processo di trasformazione digitale.