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Servizi pubblici online

Raggiungere entro il 2026 almeno l’80% dei servizi pubblici essenziali erogati online

Data 30 aprile 2021
Tempo di lettura
2 minuti

Dati e interoperabilità

Il gap digitale della PA italiana si traduce oggi in ridotta produttività e spesso in un peso non sopportabile per cittadini e imprese, che debbono accedere alle diverse amministrazioni come silos verticali, non interconnessi tra loro.

La trasformazione digitale della PA si prefigge di cambiare l’architettura e le modalità di interconnessione tra le basi dati delle amministrazioni. Avere banche dati pubbliche che parlano tra loro, contribuisce a un risparmio economico, per le amministrazioni, e di tempo, per i cittadini.

La creazione di un unico profilo digitale, fa sì che le informazioni sui cittadini siano a disposizione “una volta per tutte” per le amministrazioni in modo immediato, semplice ed efficace. La piena interoperabilità dei dataset della PA comporterà un esteso utilizzo dell’identità e del domicilio digitale, scelto liberamente dai cittadini.

Si verrà così a creare una “Piattaforma Nazionale Dati” evitando al cittadino di dover fornire più volte la stessa informazione a diverse amministrazioni. La piattaforma offrirà alle amministrazioni un catalogo centrale di “connettori automatici” (le cosiddette “API” – Application Programming Interface) consultabili e accessibili tramite un servizio dedicato. In un contesto integralmente conforme alle leggi europee sulla privacy, i cittadini non dovranno più fornire le stesse informazioni a diverse amministrazioni.

La realizzazione della Piattaforma Nazionale Dati sarà accompagnata da un progetto finalizzato a garantire la piena partecipazione dell’Italia all’iniziativa Europea del Single Digital Gateway.

Il piano Dati e interoperabilità di Italia Digitale 2026

Grandi amministrazioni centrali

Le grandi amministrazioni centrali giocano un ruolo fondamentale nell’offerta di servizi pubblici. Spesso però i processi dietro questi servizi sono ancora inefficienti e non digitali.

La trasformazione digitale della Pubblica Amministrazione passa attraverso interventi mirati a digitalizzare le grandi amministrazioni centrali.

Questi interventi riguarderanno vari ambiti della PA. Ecco alcuni esempi:

  • giustizia: digitalizzazione dei fascicoli, utilizzo dei dati per migliorare i processi operativi di Giustizia Ordinaria e Consiglio di Stato;
  • lavoro: digitalizzazione di sistemi e applicazioni di INPS e INAIL;
  • difesa: revisione dei processi interni e degli applicativi del Ministero;
  • interni: digitalizzazione di selezionati servizi offerti ai cittadini.
Digitalizzare le grandi amministrazioni centrali con Italia digitale 2026

I vantaggi

Lo scambio di informazioni tra gli enti, grazie all'interoperabilità delle basi dati, consente alla Pubblica Amministrazione di ridurre i costi di gestione e i tempi di condivisione. Disporre di grandi quantità di informazioni abilita l’utilizzo di strumenti di analisi che permettono anche di migliorare il processo decisionale, di progettare interventi in modo più efficace e di definire politiche più efficienti e personalizzate.

I cittadini e le imprese potranno accedere a servizi sempre più semplici, immediati e intelligenti, basati su informazioni condivise e costantemente aggiornate, potendo godere a pieno dei propri diritti digitali. L’interoperabilità tra le amministrazioni eviterà, ad esempio, di fornire più volte le stesse informazioni ad enti diversi. Basterà fornirle una sola volta, (secondo il principio europeo once-only) riducendo così il numero di interazioni superflue, con un risparmio di tempo e risorse. La Commissione Europea stima che implementando questo principio i Paesi dell'Unione possano risparmiare ogni anno 5 miliardi di euro.