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Cloud e infrastrutture digitali

Portare entro il 2026 circa il 75% delle PA italiane a utilizzare servizi in cloud

Data 24 aprile 2021
Tempo di lettura
3 minuti

Infrastrutture digitali

La trasformazione digitale della Pubblica Amministrazione (PA) segue un approccio “cloud first”, orientato alla migrazione dei dati e degli applicativi informatici delle singole amministrazioni verso un ambiente cloud. Un cambiamento che porterà a servizi più sicuri e integrati.

Il processo consentirà di razionalizzare e consolidare molti dei data center oggi distribuiti sul territorio, a partire da quelli meno efficienti e sicuri. Ad oggi il 95% dei circa 11mila data center utilizzati dagli enti pubblici italiani presenta carenze nei requisiti minimi di sicurezza, affidabilità, capacità elaborativa ed efficienza.

Per le amministrazioni centrali vuol dire adottare uno di due modelli: migrare sul Polo Strategico Nazionale – PSN, una nuova infrastruttura dedicata cloud (completamente “privata” o “ibrida”), localizzata sul territorio nazionale e all’avanguardia in prestazioni e sicurezza, oppure migrare sul cloud “public” di uno tra gli operatori di mercato opportunamente certificati.

Il piano Infrastrutture digitale di Italia digitale 2026

Migrazione al cloud

Per accompagnare la migrazione della PA centrali e locali al cloud, è previsto un programma di supporto e incentivo per trasferire basi dati e applicazioni, in particolare rivolto alle amministrazioni locali.

Le amministrazioni potranno scegliere all’interno di una lista predefinita di provider certificati secondo criteri di adeguatezza rispetto sia a requisiti di sicurezza e protezione, sia a standard di performance. Il supporto alle amministrazioni che aderiranno al programma di trasformazione sarà realizzato con “pacchetti” completi che includeranno competenze tecniche e risorse finanziarie.

In una logica di vera e propria “migration as a service” si aiuteranno le amministrazioni nella fase di analisi tecnica e di definizione delle priorità, con risorse specializzate nella gestione amministrativa, nella contrattazione del supporto tecnico esterno necessario all’attuazione e nell’attività complessiva di project management per tutta la durata della trasformazione.

Per facilitare l’orchestrazione di questa significativa mole di lavoro è creato un team dedicato a guida MITD, incaricato di censire e certificare i fornitori idonei per ogni attività della trasformazione e, successivamente, di predisporre “pacchetti”/moduli standard di supporto (che ogni PA combinerà a seconda dei propri bisogni specifici).

Per le PA locali minori, che non hanno la massa critica per una gestione individuale, verrà resa obbligatoria l’aggregazione in raggruppamenti ad hoc per l’esecuzione dell’attività di migrazione. La transizione al cloud è funzionale anche allo sviluppo di un ecosistema di imprese e startup in grado di integrare e migliorare l’offerta e la qualità di prodotti software per la PA.

Il piano Cloud di Italia digitale 2026

I vantaggi

Infrastrutture sicure e affidabili e l’uso di soluzioni cloud per i servizi pubblici consentono a cittadini e imprese di fruire dei servizi digitali con notevoli vantaggi, tra cui:

  • l’aumento dell’offerta dei servizi digitali, la qualità e la sicurezza degli stessi;
  • servizi continuativi, affidabili e senza interruzioni;
  • una migliore fruizione dei servizi, rendendoli più facili e semplici per gli utenti.

Le piccole e medie imprese (PMI) possono investire nello sviluppo di servizi cloud, giocando un ruolo di primaria di importanza nel:

  • soddisfare il crescente fabbisogno di servizi digitali delle amministrazioni;
  • sostenerle nell’adozione di soluzioni in cloud per i propri servizi;
  • supportare le amministrazioni nell’aumentare e migliorare l’offerta dei servizi pubblici.

Le azioni favoriscono la Pubblica Amministrazione attraverso:

  • significativi risparmi della spesa pubblica nella gestione dei data center che possono essere reinvestiti nello sviluppo di nuovi servizi;
  • maggiore efficienza nella gestione di soluzioni tecnologiche e servizi digitali;
  • la creazione di un’offerta più vasta e migliore di servizi digitali;
  • agilità nella gestione delle infrastrutture sfruttando un modello scalabile basato su servizi a consumo (come utenze domestiche);
  • miglioramento dell’efficienza energetica delle infrastrutture e maggiore sostenibilità ambientale grazie alla dismissione dei data center meno efficienti.